Verbo crescente, verba deficiunt

Michelangelo de Veteris

Maria del Silenzio

MEDITAZIONE MARIANA
XXIV. V. MMXXII
MARTEDI DELLA VI SETTIMANA DI PASQUA
CHIESA S. ANTONIO M. ZACCARIA – ROMA

Volgendo lo sguardo a Maria avvertiamo spesso il Suo invito al silenzio; allo stesso tempo, da Lei attingiamo le ragioni più vere per fare spazio al silenzio nella nostra vita cristiana.

Ci mettiamo, quindi, alla scuola di Maria, con gli occhi rivolti alla bella icona della Madonna del silenzio. La Madre del Signore è raffigurata mentre porta un dito alla bocca, intenta a invitare al silenzio i figli devoti che a Lei si rivolgono. All’inizio del vangelo di san Luca troviamo il racconto dell’annuncio della nascita di Gesù (cf. 1, 26-38). L’angelo Gabriele entra nel luogo dove si trova Maria e le rivolge quelle splendide parole che tutti conosciamo e spesso ripetiamo: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (1, 28). Conosciamo bene anche la restante parte del dialogo, un dialogo che
culmina nell’annuncio della nascita di Gesù e della divina maternità della Madonna. Le ultime parole, quelle che Maria rivolge all’Angelo, rivelano la grandezza della sua fede: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (1, 38).

Nella scena evangelica appena ricordata si intrecciano silenzio e parola.

L’impressione è che ogni parola fiorisca in un contesto di profondo silenzio: quello nel quale vive abitualmente la Madonna nella casa di Nazareth, quello che fa da sfondo al dialogo tra lei e l’angelo Gabriele. La fede di Maria è come un fiore sbocciato sul terreno del silenzio. Un silenzio in cui Ella ha potuto mettersi in ascolto della Parola che
Dio Le rivolgeva. In Lei si realizzava ogni giorno di più, quanto osserva sant’Agostino:
“Verbo crescente, verba deficiunt” – Quando il Verbo di Dio cresce, le parole dell’uomo
vengono meno.

Proprio in virtù di quel terreno, da Lei sempre coltivato, la vita della Madonna è,
dall’inizio alla fine, una vita di fede. Il “fiat” pronunciato al momento dell’annuncio
angelico, Ella lo ripeterà per tutta la sua vita.

Maria si è consegnata al Signore e alla Sua Parola con illimitata fiducia. Quella Parola
l’ha custodita nel cuore, l’ha abbracciata, l’ha vissuta con straordinaria fedeltà, anche
quando non Le era facile capirla. La fede di Maria ha trovato quotidiana espressione nel
“sì” detto al Signore e nel conseguente abbandono, senza condizioni e senza ritardi, alla
Sua volontà.

Ci possiamo interrogare sul significato delle parole che introducono il dialogo tra
l’Angelo e la Madonna: “Entrando da lei, disse” (1, 28).

Che cosa può significare l’annotazione dell’evangelista? Forse un vero e proprio
ingresso di Gabriele nell’abitazione di Maria? La Madonna era intimamente raccolta, in
preghiera, alla presenza di Dio; le parole erano scomparse e la comunicazione tra la
“serva” e il suo Signore si nutriva di un profondo silenzio. All’improvviso quel silenzio
si riempì e in quell’intimità entrò qualcuno che le consegnò in modo inatteso la Parola di
Dio. Nel silenzio, dunque, è avvolta la preghiera della Madonna. La sua preghiera è fatta
di silenzio, uno stare cuore a cuore con il suo Signore, sostare alla Sua presenza senza
dire nulla, in attesa di ricevere la Parola della vita. In questo senso, si potrebbe dire che
Maria ci appare affamata di silenzio perché animata da un insopprimibile desiderio di
ascoltare il Suo Signore.

Scrive san Giovanni della Croce: “Il più grande bisogno che noi abbiamo è di fare
silenzio con la lingua dinanzi a questo grande Dio, poiché il linguaggio che Egli
ascolta è soltanto l’amore silenzioso”.

La Madonna sta davanti a Dio in questo amore silenzioso e, in questo amore silenzioso,
Dio ascolta, Dio parla; la preghiera diventa davvero il respiro dell’anima.

San Luca successivamente annota che “Maria si alzò e andò in fretta verso la regione
montuosa, in una città di Giuda” (1, 39). Tutti ricordiamo il motivo di questo viaggio,
certamente lungo e faticoso, intrapreso dalla Madonna all’indomani dell’annunciazione.

L’Angelo le aveva rivelato che anche la cugina Elisabetta, inaspettatamente perché
avanti negli anni, era in attesa di un figlio. A una tale notizia Maria aveva deciso di recarsi presso di lei, sia per proclamare insieme alla cugina le grandi opere compiute da Dio nella loro vita, sia per mettersi al servizio dell’anziana parente, nel momento del bisogno.

Sappiamo dal Vangelo che Maria prolungò la sua permanenza presso la cugina per
circa tre mesi. Nella visita di Maria a Elisabetta ci è dato di considerare un duplice atto di carità. Anzitutto quello del dono della presenza di Gesù alla cugina. Il Bambino che
Maria porta nel suo grembo diviene, nella casa di Elisabetta, motivo di straordinaria
esultanza, di rendimento di grazie, di contemplazione stupita del disegno salvifico di Dio.

A un tale dono è da aggiungere anche quello del servizio, che Maria rende alla cugina
e alla sua famiglia.

Nel silenzio vissuto da Maria fiorisce la più grande carità: quella dell’annuncio di
Gesù, quella del servizio. La Madonna porta Gesù e offre il dono di sé. In effetti, l’amore
cristiano non può che esprimersi in entrambe queste direzioni. La prima forma di carità
consiste, infatti, nel dono più grande di cui tutti hanno necessità: il dono di Cristo, Via,
Verità e Vita, Salvatore del mondo. La seconda, che scaturisce dalla prima e ne è al
contempo la verifica, consiste nel dono di sé, nel dimenticarsi davanti al bisogno
dell’altro.

Maria è per noi, soprattutto in questo tempo, esempio di luminoso silenzio; pertanto,
mettiamoci alla sua scuola, apprendendo da lei l’arte del silenzio, facendo tacere le molte “voci” che affollano il nostro cuore e la nostra mente e facendo risuonare l’unica voce, la Parola di Dio, Parola creatrice e salvatrice.

In virtù del suo silenzio, Maria è tutta in relazione a Gesù, la sua vita si perde in quella
di Gesù. In virtù del suo silenzio, Maria rimanda ad Altro, rimanda alla Parola eterna. In
virtù del suo silenzio, Maria è come uno specchio d’acqua limpidissimo in cui si riflette,
bellissima e nitida, la luce del Sole, il Sole che è Dio.

Nell’atto di richiamarci al silenzio, come viene raffigurata in questa bella icona, Maria
non smette di ricordarci la verità da cui tutto dipende, nella nostra vita come nella vita
dell’intera umanità: “Solo Dio conta”.

Terminiamo con le parole indimenticabili di san Bernardo, rivolgendoci a Maria
perché si ricordi di noi e, in questo modo, ci aiuti a vivere la molteplice grazia del silenzio, a Sua imitazione.

“Ricordati, o piissima Vergine Maria,
che non si è mai inteso al mondo
che qualcuno sia ricorso alla tua protezione,
abbia implorato il tuo aiuto,
chiesto il tuo patrocinio
e sia stato da Te abbandonato.
Animato da tale confidenza
a Te ricorro, o Madre
Vergine delle Vergini,
a Te vengo e, peccatore come sono,
mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà.
Non volere, o Madre del divin Verbo
disprezzare le preghiere,
ma benigna ascoltale ed esaudiscile. Amen”

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